Sfogo di un’Ottimista Demoralizzata

Come avevo già detto altre volte, sono un’ottimista per natura: vedo sempre il lato positivo dele cose, il buono nelle persone, penso sempre che le cose belle accadono, basta saper aspettare, basta cogliere le giuste occasioni che non possono non proporsi.

Quando l’età me l’ha permesso ho subito iniziato a lavorare. Finita la scuola, passavo due mesi estivi a fare la cassiera in un grande supermercato, così da poter avere un minimo di autonomia e indipendenza che mi sono davvero davvero care. Dopo gli esami della maturità ho fatto i miei soliti due mesi e poi eccola lì, la mia occasione: lavoro fisso da subito, barista in uno dei pub più frequentati della mia isoletta. Certo, il lavoro notturno non è il massimo, soprattutto agli occhi di genitori e parenti che dopo il mio 95/100 mi vedevano all’università e agli occhi del fidanzatino di allora, perplesso, geloso, preoccupato. Ma era la mia occasione e l’ho colta. Ho lavorato lì per quasi tre anni, anni in cui non uscivo il sabato sera come le ragazze della mia età, non andavo a mangiare la pizza, finivo raramente prima delle 3 di notte perciò anche la mattina per me era off limits. Vivevo a ritmi diversi dal resto del mondo e, alle lunghe, ne risenti. Sommaci poi la stanchezza fisica e le discussioni col capo. Arrivati a gennaio (2013), il locale ha come sempre chiuso per due mesi di ferie, passati i quali il boss non mi ha chiesto di tornare e io non gli ho chiesto di riassumermi. Ma nel mentre mi sono comprata la macchina (e pagata pure la patente), ho comprato la mia amata canina, il pc e tutto quello di cui avevo bisogno, fiera di non dover chiedere niente a nessuno, felice della mia indipendenza e anche di poter fare la spesa per casa senza problemi.

Ebbra del mio caro fidato ottimismo mi sono quindi messa alla ricerca di un altro lavoro fisso ed ero davvero convinta di trovarlo. Esso si è però dovuto smorzare quando mi sono trovata costretta ad accontentarmi di una stagione estiva di 6 mesi, che poi si è rivelata una vero incubo. Non avevo più una vita, sul serio. Sono praticamente arrivata al crollo fisico e psicologico, e non sono il tipo di persona che si fa abbattere. Ma credetemi, è stato un inferno.

L’inferno mi ha piegata ma non spezzata, come si suol dire, e il mio animo positivo si è rimesso alla ricerca del posto fisso (“che troverò sicuramente e presto, vedrai” dicevo al mio amore). Purtroppo non solo per ora, nonostante le mie ricerche costanti in ogni campo possibile, non c’è ombra di un impiego a tempo indeterminato, ma sto anche facendo fatica a trovare una stagione di 6 maledettissimi mesi! E sapete perché? Perché sono qualificata. Assurdo, vero? Costo troppo a livello contributivo. Vogliono apprendisti, non qualificati. E io ho già un bel bagaglio di esperienze e competenza, ma non posso lavorare proprio per questo. L’estate è alle porte e non so ancora che fare.

Sapete allora, nel mio candido ottimismo, che faccio? Mi propongo per mansioni in cui non ho qualifiche, in cui sarei apprendista, una novellina alle prime armi. E sapete cosa mi sento rispondere?! “Mi dispiace, cerchiamo qualcuno che abbia già esperienza in questo campo”.

Ecco, allora dico io: ma una persona che deve fare?! Sul serio! Che via d’uscita c’è a questa situazione?? Cosa devo fare per poter lavorare?! E’ così assurdo, ingiusto, demoralizzante. E il mio ottimismo è costretto a scemare per il brusco impatto con la realtà.

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SarinaElba

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4 pensieri su “Sfogo di un’Ottimista Demoralizzata

  1. Ti capisco, ti capisco e ti capisco.
    Non bisogna mollare mai! Sono certa che il tuo ottimismo tornerà, abbi fede. È un periodaccio, faticoso, difficile, da schifo, ma fai un bel respiro e fai riposare la mente, arriverà la strada giusta. La tua. Nel frattempo sfogati il più possibile. Ci sta anche quello, anzi, ci deve stare, ma no panic, passa tutto, anche i periodi bui.

  2. sto attraversando anche io un periodo di grande demoralizzazione, non tanto per , fortunatamente e per ora, una mancanza di lavoro mio…ma per le condizioni alle quali si è arrivati…io e mio marito siamo oramai adulti, lui lavora da una vita ed io quasi anche , ci siamo fatti un mazzo quadro e abbiamo macinato esperienza…e quando arrivi a 35 anni suonati io e a 40 passati lui vorresti anche un attimo di tranquillità…invece no… invece se sei libero professionista la tranquillità qua in questo paese non te la puoi permettere e a malapena te la puoi permettere se sei assunto…perché alla fine questo è un paese dove fatta una legge e trovato l’inganno.
    Però… però…dobbiamo andare avanti…a testa alta…e provare e riprovare e andare oltre… e non pensare che non ce la faremo…e certo a volte ci sono dei momenti nei quali ad uno gli scappa la poesia…ma semplicemente passato il momento bisogna rialzarsi ed andare oltre… Credimi …. c’è sempre una via d’uscita… anche se in questo momento… ci capita davvero di sentir venire meno…il coraggio di andare oltre e costruire qualunque cosa…eppure bisogna. Non mollare…non mollare…ti posso dire solo questo… e te lo dico al culmine di una nuova sfida che ci troviamo ad affrontare noialtri due …qua.
    Un abbraccio

    • Non sono una che molla, ma a volte mi sento sopraffatta e impotente.. Ti ringrazio tanto per le parole e il supporto e auguro tanta fortuna a te e a tuo marito
      Un abbraccio forte

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